MA CHE FASTIDIO TI DANNO?

“Chi va con le prostitute è un criminale”, ha affermato giustamente il Papa. E non posso essere che d’accordo con un tale ovvietà. O, meglio, con quella che credevo fosse tale. In effetti chiunque sia privo di problemi mentali concorderebbe con Francesco. E invece no. Con mia grande “sorpresa” c’è anche chi non accetta le affermazioni “senza se e senza ma”, quelle troppo assolutistiche e poco democratiche, per intenderci. E non sono pochi gli individui di questa scuola, ve lo posso assicurare. Sono la maggioranza, purtroppo. Perché “se la prostituzione è volontaria non c’è alcun problema”.

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La prostituzione è la mortificazione dell’animo in cambio di denaro, lo svilire del corpo usato come merce di scambio rinunciando tacitamente alla potestà di esso. Al tizio in questione, evidentemente amante della “libertà”, andrebbe detto: “Quindi se tua figlia scegliesse consapevolmente di prostituirsi non glielo impediresti?”. Avete mai sentito parlare del detto “fare il fr***o col culo degli altri”? Bene, qui ne abbiamo un classico esempio, perché fin quando il marcio non ci tocca lo lasciamo avanzare, da buoni occidentali individualisti quali siamo. Peccato che una libertà fondata sull’egoismo non è libertà, bensì schiavitù inconsapevole. Di seguito la mia risposta.

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Dopo aver scavalcato il primo ostacolo, il buon “militante della libertà” ha controbattuto: “La prostituzione c’è sempre stata! Il vero problema è normare la prostituzione!”. Poi, dulcis in fundo: “ma che problema ti danno?”.

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Questo, signori miei, è il cavallo di battaglia del progressista medio, che segue alla lettera (anche se lui non lo sa) i comandi massonici dell’assoluta libertà di coscienza e della reciproca tolleranza. Che bello! Di fronte a un’affermazione del genere, dovrebbe scattare dentro la testolina di colui che risponde (in questo caso io) l’allarme rosso, quello del “pericolo dispotismo”, quindi si preferisce solitamente dar ragione al militante progressista perché il ragionamento che ha fatto, pensandoci bene, non fa una piega. Non si può mica violare le scelte altrui se fatte consapevolmente, come nel Medioevo! E poi chi diavolo sono io per dire che una donna non può prostituirsi se sceglie consapevolmente di farlo? Per fortuna, caro militante della libertà, ci sono degli argini morali che, una volta infranti, aprono le porte all’onda gigantesca della depravazione. Che travolge tutto, presto o tardi che sia. Se una prostituta consapevole della scelta che ha fatto pratica indisturbatamente il suo mestiere, terrà in vita un vero e proprio “business della morte”. Dite che sto esagerando? Che la morte con la prostituzione non c’entra nulla? Il sesso fatto a mo’ di “svuota serbatoio” è solo un soddisfacimento degli istinti terreni che, una volta aperta la valvola, scateneranno una reazione a catena lasciando una ferita invisibile all’occhio ma letale per l’animo. E non lo dico solo perché sono un cattolico indottrinato, come starete già pensando. Anche le filosofie orientali che tanto amate praticare per “aprire i vostri chakra” parlano della mortificazione dei sensi in favore dello spirito. La principale ragione del male umano odierno è (rullo di tamburi) proprio il predominio degli istinti terreni (altro che la troppa libertà sulle armi…). Non abbiamo abbastanza controllo su di essi, ecco perché sentiamo parlare di omicidi efferati senza un’apparente ragione. Questo è il risultato del mondo governato dai sensi e chiuso al trascendente. Dando sfogo alle pulsioni come una bestia qualunque, esse ti domineranno. Il peccato genera infatti altro peccato. E come una ferita che se continua a sanguinare diventerà sempre più profonda e sempre più difficile da rimarginare. Ricollegandomi al “business della morte”, devo necessariamente parlare della “vita”, quella vera. Non questa. Questa è solo una prova. Perciò chi l’avrà vinta avrà accesso alla vita. Qui, senza i giusti freni inibitori, si rischia di rimanere oppressi dal terreno. Per sempre. Ecco spiegato il “business della morte”. La civiltà occidentale è in decadenza perché ha rinunciato ai principi per la vita e ha accettato quelli per la morte. Un’Europa che rigetta i valori cristiani, base della civiltà che l’ha sempre contraddistinta, si scava il fosso da sola, convinta di andare incontro alla tanto agognata “libertà”. Ne siamo proprio sicuri?

 

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