MACERATA, PROTESTE ALL’UNIVERSITÀ PER AVE MARIA

Proteste accese a Macerata dopo che una professoressa, mentre tiene una lezione a un centinaio di alunni, interrompe e chiede di recitare un Ave Maria per la pace, in occasione del centenario delle apparizioni di Fatima. Gli studenti, a detta loro e anche del rettore, si sarebbero sentiti «lesi nella loro libertà». Chiariamo innanzi tutto cosa è la libertà: grazie a essa ognuno può esprimere la propria opinione e agire come meglio crede fin quando non violi quella di qualcun altro. La situazione in cui viviamo oggi è paradossale: i mass media ci indottrinano con il virus del laicismo e dell’anticlericalismo senza che ce ne accorgiamo, plasmando il nostro modo di pensare e di vivere a loro immagine e somiglianza. Ci hanno imposto la credenza che la religione cattolica è contraria ai dogmi imprescindibili della “libertà moderna” e che ogni manifestazione propagandistica dei suoi dettami deve essere spenta sul nascere. Chi ha gli occhi aperti può affermare con certezza che oggi siamo tutto fuorché liberi: la nostra religione è il profano e le nostre preghiere sono il culto dell’io. Se per assurdo la professoressa dell’Università di Macerata fosse stata islamica e avesse chiesto di recitare un’orazione ad Allah, avrebbe suscitato senza dubbio compiacimento negli studenti, se non addirittura applausi. E sapete perché? Il motivo è molto semplice: l’Islam è visto come elemento estraneo alla cultura e alle tradizioni europee e i modernisti benpensanti e radical chic che pullulano, ahimè, nel mondo universitario italiano, dall’alto della loro superbia, avrebbero detto: «È bello dischiudere i nostri orizzonti agli altri popoli e alle altre tradizioni, solo così si può crescere.» Peccato che questa presunta apertura è solo verso l’esterno, verso l’interno, invece, ovvero verso il nostro popolo, si cova un ribrezzo vero e proprio. Per non parlare poi della verità, che purtroppo ha fatto male e continua a far male: la Chiesa Cattolica. In questo periodo storico l’Ave Maria è la preghiera più importante in assoluto, e non mi dilungo nel dirvi il motivo, e l’avversione verso di essa, considerata dai più una filastrocca per casalinghe bigotte e per ignoranti privi di spirito critico, è il sintomo di un malessere più grande. Il vescovo di Macerata, parlando dell’accaduto, utilizza la classica ironia che sottende amarezza, sottolineando come il popolo, giovani in primis, siano avversi al sacro. L’Islam è una religione e deve essere rispettata, il cristianesimo è bigottismo che ci impedisce di crescere.

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