IL QUARTO REICH HA ANCHE IL SUO ESERCITO

Venti di guerra. Il Quarto Reich, aizzato dalla Führerin e dal suo lacchè Schulz, ha informato i paesi sudditi che è in corso il riarmamento dell’esercito tedesco in vista di un “riassetto della politica strategica europea”. Ora che gli Stati Uniti stanno mollando la presa a causa di una politica interna sempre più confusa, lo scettro del potere d’Occidente è passato in mano ad Angela Merkel e ai suoi burattinai.

boris-johnsonL’Inghilterra approva, e a conferma di ciò il Ministro degli Esteri britannico Boris Johnson è andato in Estonia mascherandosi da carrista e “s’è goduto un giro”, scrive il Telegraph, “su un carro armato Challenger delle forze armate inglesi che opera in Estonia nel quadro del riarmo NATO”. Questi carri armati, ha dichiarato, sono “una presenza rassicurante per gli alleati confrontati all’antagonismo russo nell’Europa del Nord e nella regione Baltica”. Berlino avrà quindi il comando e l’egemonia delle truppe NATO stazionate nei paesi Baltici e in Polonia, che saranno “il ferro di lancia” dell’Alleanza contro il demone ribelle russo. La Bundeswehr diverrà “uno degli eserciti più importanti del continente”, delira il SWP (l’istituto per gli affari internazionali e di sicurezza), e potrà anche essere utilizzato al di fuori del contesto Nato, ovvero come una specie di armata dell’Unione Europea ad egemonia germanica.

 

LA STORIA SI RIPETE
La seconda guerra mondiale non è stata altro che la conferma della potenza e dell’invincibilità dell’esercito tedesco, capace di conquistare l’intera Europa in soli 3 anni e di arrivare a un passo da Mosca. Con qualche errore di calcolo in meno, persino la Santa Madre Russia si sarebbe arresa forza inarrestabile della Wehrmacht. Ho sempre pensato che il tempo è ciclico e gli errori che commettiamo in vita, se non compresi a fondo, si ripetono a intervalli regolari. Sono secoli che l’umanità sconta questa “legge universale” con il sangue, ma evidentemente centinaia di milioni di vittime non sono bastate a espiare i nostri peccati. Che la punizione divina sia dietro l’angolo è risaputo, anzi essa sarebbe già dovuta avvenire da diverso tempo, magari in una forma ancora più grave di quella che ci attende; ma, si sa, la pazienza dell’Altissimo è infinita, come anche la Sua misericordia, e il fantomatico dito indice dall’Alto dei Cieli non è stato ancora puntato. Centinaia di profezie, attendibili e non, confermano che viviamo in un’epoca particolare, un’epoca che ha visto (e sta ancora vedendo) convergere corruzione, apostasia, iniquità e depravazione morale verso un’unica meta finale. Siamo così ingenui e imperfetti, noi umani, che per capire l’erroneità delle nostre azioni abbiamo bisogno “di sbatterci la testa”. Anche più volte, se necessario. Dopo, magari, riusciremo a intraprendere la giusta via.

 

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