EUROPEISTI COL CULO DEGLI ALTRI

IL+TRATTATO+DI+VERSAILLES

LA DISFATTA TEDESCA

1919, il Trattato di Versailles fu la scintilla che infuocò lo spirito nazionalistico tedesco, da sempre incline all’egemonia. La Germania aveva perso la prima guerra mondiale ed era stata brutalmente spogliata delle sue ricchezze, privata del suo esercito e derubata di ogni sua risorsa. Da impero, si ritrovò a essere uno staterello senza prospettive di crescita, indebitato con i vincitori per miliardi di marchi (debito estinto appena sette anni fa). Versailles fu una vera e propria bomba a orologeria. Passarono infatti poco più di dieci anni prima che il popolo germanico, umiliato dall’iniquità dei vincitori, riprendesse in mano le redini della propria esistenza e tornasse a spargere sangue in una guerra ancora più cruenta della precedente.

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LA DISFATTA EUROPEA E LA RIVINCITA TEDESCA

Oggi, il responsabile della disfatta europea è un accordo simile e altrettanto infame, approvato all’unanimità sia dalla Camera che dal Senato e promulgato nel silenzio più assoluto dal Presidente della Repubblica. Con il Trattato di Lisbona (e di Maastricht prima) i tedeschi stanno avendo la loro agognata rivincita e, consapevoli delle reminiscenze sanguinose delle due guerre mondiali rimaste impresse nei popoli di tutto il mondo, hanno direzionato i loro atavici istinti di conquista ed egemonia verso armi meno convenzionali. L’Euro, ovvero il marco europeo, creato appositamente per plasmare il modello economico del vecchio continente a immagine e somiglianza della Germania, è la spada invisibile, la causa delle insensate misure di austerità prese dai paesi membri membri, con cui si sta combattendo una nuova grande guerra che vede nel Quarto Reich la sua ragion d’essere. L’Unione Europea è un disastro, una grande idea fallita nella sua messa in pratica. Invece che essere più sociale che mercantile, si è rivelata l’esatto opposto, affossando le nazioni e i popoli in nome del neoliberismo. Tutto rigorosamente Hergestellt in Deutschland (made in Germany). Originariamente avrebbe dovuto porre rimedio ai conflitti diplomatici tra paesi membri, essere un mediatore di pace, un istituto simbolo di civiltà e progresso e di ripudio della guerra, causa prima per cui è nato. Da quest’Europa non possiamo uscirne, almeno fin quando avremo governanti privi di polso e di carattere, impauriti dal terrorismo psicologico tedesco che ci inculca la paura insensata dell’isolamento economico e della svalutazione della moneta. Perché dovrebbero dirci che possiamo venirne fuori, i crucchi? Non ne hanno alcun motivo, visto che loro in questo inferno ci sguazzano come maiali nel fango. La Merkel continua a fare il bene suo e del suo popolo. L’Italia preferisce sacrificarsi per il progresso e per la pace.

 

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UNO DEI TRAGUARDI DELL’EUROPA

È di ieri la notizia che la Francia, insieme all’Austria, sta proteggendo i suoi confini dall’immigrazione selvaggia. La Francia. Lo stesso paese guidato da Macron. Non ci si crede! Il bellimbusto trentanovenne, che ha fatto degli interessi europeisti addirittura uno slogan politico, ha chiuso le porte ai migranti? Allora non è una questione di destra o di sinistra, basterebbe avere solo un po’ di sale in zucca!

Paolo Gentiloni è nuovo ministro EsteriIl nostro lecchino nazionale, Gentiloni, per disinteresse misto ad apatia i confini non li chiude, bensì li spalanca, suscitando uno scroscio di applausi dalla Führerin e dai suoi paesi sudditi. “Siete davvero generosi”, hanno detto a noi italiani. Un complimento ironico che nasconde (tutt’altro che velatamente) una presa in giro bella e buona. Della serie: “Prendeteli voi, fessacchiotti, che siete la spazzatura d’Europa”. Anche l’Austria, governata dalla sinistra ambientalista e progressista dei verdi di Van der Bellen,  si è dichiarata pronta a schierare addirittura l’esercito al Brennero per bloccare le “risorse” provenienti dall’Italia. Ricapitolando: Francia, Spagna e adesso anche Austria ci voltano le spalle e chiudono i loro porti. Noi, invece, le spalle le diamo. Ma per metterci a novanta.

 

Vi starete domandando il nesso tra la chiusura dei confini da parte di Francia e Austria con il Trattato di Lisbona. Volevo solo riportare uno dei traguardi raggiunti da questa Europa, in cui la pratica dello “scarica barile” a danno di determinati paesi (Italia e Grecia in primis) continua a essere la soluzione a tutti i problemi.

2 thoughts on “EUROPEISTI COL CULO DEGLI ALTRI”

  1. Carmine..permettimi una critica..che la germania oggi sia colei che comanda e’ verissimo.ma dire che i tedeschi volevano sottomettere l’europa e’ la menzogna della propaganda.era l’ inghilterra che non accettava la germania come potenza economica.le due guerre sono proprio servite per distruggerla e metterla sotto controllo sionista

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    1. Sì, hai ragione. Ma oggi la Germania è sfruttata dai nasoni proprio grazie al suo istinto nazionalistico. Anche se non è la vera causa del problema, ma solo quella apparente

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