I PENSIONATI COSTANO, MEGLIO UCCIDERLI

L’INPS è in rosso. E non lo dico io ma le statistiche ufficiali: il deficit tra servizi erogati e contributi pensionistici è in continua crescita. Ci si domanda come vengano distribuite le pensioni attuali, visto che il 50% dei giovani risulta disoccupato. L’altra metà, invece, è classificata furbescamente come “occupata” perché ha firmato contratti truffa tipo co.co.co e compagnia bella. Di questa fetta di fortunati, infatti, solo il 6% ha un lavoro a tempo indeterminato ed è quindi realmente impiegato. Le statistiche le sanno manipolare bene, i cari economisti al governo. Continuando così il taglio netto sarà inevitabile, anche perché gli attuali contribuenti vedranno diminuite drasticamente persino le possibilità di avercela, una pensione. Ciò che si guardano bene dal dirci, infatti, è che non esiste alcuna ipotesi di sostenibilità del sistema pensionistico che non passi da un’enorme riduzione delle pensioni attuali e dal trattamento miserabile riservato ai pensionandi. Ci è stato sempre inculcato che i contributi che stiamo versando serviranno a pagarci le nostre pensioni. Nulla di più sbagliato. Servono solo a mantenere i pensionati odierni, mentre ai pensionandi ci penseranno i lavoratori futuri. Fin qui nulla di strano, se non fosse che i contributi non bastano e non sono mai bastati prima d’ora a pagare le pensioni. Perciò “Mamma Stato” interviene aumentando le tasse e iniettando capitale nelle casse della previdenza nazionale. Ma nonostante questa “geniale” manovra, che ha tutto l’aspetto di un palliativo anziché di una cura, il disavanzo dell’INPS non è andato migliorando, anzi, i grafici mostrano che la differenza tra entrate e uscite correnti è previsto che aumenti nel 2017, di circa 2,5 miliardi, raggiungendo i 5 miliardi e 825 milioni, dopo anni di calo. Evidentemente lo Stato nulla può contro la denatalità, una forza distruttrice talmente devastante da costringere a importare schiavi dall’Africa e dal Medio Oriente per sopperire alle mancanze di un popolo ormai smarrito. Loro, i migranti, accetteranno lavori umilianti e sottopagati e terranno in vita l’INPS, che erogherà le pensioni a quei pochi che oggi hanno il famigerato “posto fisso”. Gli altri dovranno “farsela da soli”, come recitano gli slogan pubblicitari delle compagnie di previdenza private sempre presenti nei momenti di crisi e di miseria. Mentre navigavo nella rete, ieri sera, è balzato ai miei occhi un articolo dal titolo sconvolgente: “Sopprimere i bimbi disabili per ridurre i costi sanitari, la tesi choc del filosofo Peter Singer”.

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A prima lettura mi è parsa come una soluzione degna più di un pazzo omicida che di un “pensatore”, come ama definirsi il personaggio in questione. Poi, però, ho vestito per un attimo i panni del capitalista senza scrupoli e sono giunto alla conclusione che in un sistema economico basato unicamente sulla concorrenza selvaggia e sull’assenza totale di un ente mediatore o, quantomeno, controllore, l’eliminazione delle scorie inutili è una necessità inderogabile. Chi non ce la fa, perché portatore di handicap o menomato dalla nascita, verrà semplicemente soppresso. E non mi dite che è fantascienza distopica, perché se lo Stato verrà ridotto a mero ente simbolico in nome del liberalismo, occuparsi di mantenere i disabili, che tra l’altro hanno costi elevatissimi e non rientrano nella filosofia del profitto, non avrà più alcuna utilità. Cosa c’entra tutto questo con l’INPS, vi starete chiedendo? Ora ci arriviamo. Anche l’uomo, una volta raggiunta l’anzianità, perde la propria capacità lavorativa. Proprio come i disabili. E la pensione, vista dal libero mercato come un lusso più che un diritto, data la sua natura esclusivamente sociale, non troverà più spazio in un sistema che permette di rimanere in bilico sulla trave senza cadere nella fossa degli “improduttivi” solo a chi accetta di vendere la propria umanità. Un’analogia folle più folle che realistica, secondo voi? Non direi, considerando lo stato in cui versano i conti pubblici e l’attuale numero di contribuenti. Non avete idea del futuro “radioso” che ci aspetta, questo è solo l’inizio. Viviamo in una giungla senza rendercene conto, dove se non produci la colpa è tua e se hai colpa è semplicemente perché non credi in te stesso. Ricorda che hai a disposizione tutti i mezzi per emergere, devi solo diventare psicopatico e perdere ogni capacità di empatia. Datti da fare.

One thought on “I PENSIONATI COSTANO, MEGLIO UCCIDERLI”

  1. Ho notato anch’io quell’articolo terrificante. Io curo mia mamma disabile da 14 anni perchè Dio ci chiede di rispettare la vita in tutte le sue forme dall’inizio alla fine. In un ospizio sarebbe morta.

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