IL PATTO DI SANGUE CON BABILONIA LA GRANDE

Babilonia la Grande, che ha corrotto l’umanità intera asservendola al Suo Dio (il dollaro) deve essere fermata. Lei, che si nutre di guerre per non collassare su se stessa e continuare con il suo imperialismo sfrenato volto a decivilizzare ogni popolo che rifiuta di sottostare ai suoi voleri, ci sta portando verso il baratro e qualcuno deve fermarla. L’ennesimo pupazzetto descritto dai più come “uomo della provvidenza”, colui che ha promesso di riparare tutti gli errori politici fatti in passato per «rendere l’America di nuovo grande», è forse uno dei più esaltati e imprevedibili presidenti nella storia degli USA. Con un patrimonio di dieci miliardi di dollari, accumulati non si sa bene come, ha il compito di salvaguardarlo (non vi ricorda l’omino di Arcore che in Italia scese in politica per evitare di essere rovinato per sempre dalla magistratura?) evitando il collasso dell’economia globale. Un’economia malata, che necessita di cibarsi del mondo per rimanere in vita, ingurgitando i popoli e corrompendoli in nome della civiltà. Chiunque osi disobbedire alla Grande Meretrice viene accusato dai mass media occidentali di minare la democrazia e di compiere crimini contro l’umanità, viene fatto passare per un dittatore malvagio, che schiavizza il suo popolo con povertà e miseria. Parlare di politica interna negli Stati Uniti, poi, è ridicolo, in quanto la legge vigente è una e una sola e si basa sulla stampa di denaro come fosse carta igienica (in realtà lo è). Bisogna solo avere la scusa per farlo: la guerra. Con essa si compiono due operazioni: si gonfia il PIL artificialmente come farebbero gli steroidi anabolizzanti su un culturista e si distrae il pubblico, distogliendo la sua attenzione dalla confusionaria (e a volte inesistente) politica interna e focalizzandolo su un nuovo grande nemico. Se non c’è la possibilità di entrare in un conflitto già esistente lo si crea dal nulla, costruendo sceneggiature hollywoodiane il cui protagonista con le “palle d’acciaio” sono gli Stati Uniti, buoni ed esportatori di bene, e il nemico è l’antiliberale di turno, spesso descritto come spietato e senza cuore (in questo periodo abbiamo Assad e Kim Jong Un a interpretare il ruolo di antagonisti).

kim-jong-un-l-bashar-al-assadQuindi l’eroe yankee interviene, salva tutti utilizzando i superpoteri, che come gli eroi Marvel sfoggia solo per eliminare i cattivi e mai per se stesso (sigh), e incanta il mondo, guadagnandosi l’appellativo di “Dio del bene”. Tutto il Novecento è stato il secolo degli Stati Uniti. Ci hanno fatto sentire inferiori con i loro film megagalattici esportati in ogni angolo del pianeta, con le loro serie TV in cui si autodipingono come “società perfetta”, con le loro metropoli ultra moderne in cui tutti (me compreso) abbiamo sognato almeno una volta di vivere, con le loro villone con tanto di giardino, padre muscoloso, madre attraente, figli perfetti e eventualmente il cane a completare il quadretto. Se vi dicessi che tutto questo potrebbe crollare da un momento all’altro come un castello di carte, mi credereste? È tutto finto, è come un’illusione. Ma ci piace da morire, ne facciamo parte, come gli schiavi (a proposito di film americani) che sceglievano consapevolmente di vivere in Matrix perché dipendenti da essa. E, se vogliamo che tutto questo continui, dobbiamo necessariamente accettare lo scomodo compromesso. Non importa se si corre il rischio di scatenare un conflitto mondiale: l’economia è più importante e bisogna assolutamente pompare il PIL, quel fattore fasullo e tremendamente relativo per la crescita di un paese, come provò a spiegarci J.F. Kennedy prima di essere definitivamente zittito. Provate a dirlo agli economisti. Vedrete che smorzeranno il vostro entusiasmo con supercazzole intrise di retorica e vi tacceranno di semplicismo. Ma è normale. Loro hanno il compito di sorvegliare il cancello per evitare che qualche pecora nera fugga, loro sono i cosiddetti gatekeepers. Abbiamo stretto un patto di sangue con Babilonia la Grande e ora dobbiamo subirne le conseguenze. Dobbiamo necessariamente accettare le guerre, gli stermini di massa, l’invasione di paesi sovrani senza un valido motivo, solo per mantenere il nostro stile di vita che tanto ci piace e da cui siamo dipendenti, come veri e propri tossici.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...