LA GAYSTAPO SOPPRIME LA DOTTORESSA “ANTI GAY”

Quando il potere viene conquistato, va mantenuto a tutti i costi. Non importa come, ma va fatto. A costo di fare mosse scorrette, che a volte varcano il sottile confine tra legalità e illegalità, tra ciò che è lecito e ciò che non lo è. Una regola che la dittatura invisibile neoliberista ha compreso (e applica) alla grande, servendosi di qualsiasi mezzo a disposizione. Uno di questi prende il nome di Gaystapo, un corpo di sbirri civilizzati in borghese pronti a spifferare ogni possibile ribelle per metterlo a tacere, un efficientissimo organo di controllo composto da uomini imbevuti di teorie sui diritti inviolabili, che riferisce a chi di competenza, come un infame e viscido lecchino, chiunque osi compromettere la “libertà di scelta” dei cittadini. In Italia abbiamo la Gaystapo ufficiale, come l’UNAR, il cui direttore si è dimesso dopo essere stato accusato di finanziare orge omosessuali con i soldi pubblici, e quella ufficiosa, in cui chiunque ami la democrazia e sia pronto a dare la vita pur di non vederla collassare su se stessa può parteciparvi. Bisogna salvare il salvabile, far durare tutto questo schifo il più possibile, perché anche un idiota capirebbe che, quando non ci saranno più “libertà” da elargire, l’uomo si ribellerà proprio contro quelle istituzioni generose che ha tanto amato, come farebbe un bambino viziato con i genitori. Nonostante il collasso sia già in atto, c’è chi in questo orrore ci ha sguazzato per tanto tempo e vuole continuare a farlo, quindi tenta di eliminare in tutti i modi possibili ogni personaggio scomodo. È il caso della dottoressa Silvana De Mari, medico chirurgo specializzato in endoscopia dell’apparato digerente, indagata dalla Procura di Torino per istigazione all’odio razziale. La sua colpa? Aver dichiarato pubblicamente che l’omosessualità è una malattia e che la sodomia può causare problemi fisici anche gravi, nel nome di una battaglia «in difesa del cristianesimo e della civiltà occidentale». Sul giornale di Mario Adinolfi si è spinta a negare la realtà: «gli omosessuali non esistono, o sono asessuati o omoerotici» e su Radio 24, in particolare, ha detto: «Anatomicamente il rapporto tra due uomini ha gravi conseguenze ano rettali.» Fino ad arrivare all’apoteosi della crudeltà: «L’omosessualità è un disturbo che si può curare». Ha argomentato poi ipotetici collegamenti tra satanismo e sesso anale parlando più volte alla trasmissione radiofonica La zanzara. I toni usati dalla dottoressa sono stati abbastanza forti, per noi abituati ai discorsoni dei guru della psicologia che non hanno il coraggio di prendere posizioni su qualsivoglia argomento e giocano al “dire e non dire”, sguazzando nella melma delle “mezze misure” che non crea oppositori ma riunisce tutti amorevolmente (e comodamente) nel nome della retorica. Forse non siamo più abituati a personaggi come Silvana De Mari, audaci nonostante la consapevolezza del numero impressionante di oppositori che verranno inevitabilmente a formarsi. Oppositori come il comitato Torino Pride, che dopo le dichiarazioni “pericolose” della dottoressa ha fatto un esposto appellandosi alla legge Mancino e dando così il via alle indagini volte a incastrarla.

17358593_1436296433068664_2552002707509543508_o
Immagine di copertina della pagina Facebook del comitato “Torino Pride”

L’avvocato Nicolò Ferraris, che tutela il coordinamento delle associazioni lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e friendly di Torino e Piemonte, non vuole rilasciare dichiarazioni a riguardo perché tutto è ancora in corso ed è destinato a ingigantirsi, soprattutto dopo che la Città di Torino avvierà analoga iniziativa legale servendosi della sua avvocatura. La mozione, approvata quasi all’unanimità dal consiglio comunale, era stata presentata dalla consigliera comunale del Pd Maria Grazia Grippo. Avete visto come sono efficienti le nostre istituzioni? Non è vero che ci abbandonano a noi stessi quando si presentano i problemi. Dipende solo dal tipo di problema e dalle persone coinvolte. Se un operaio viene licenziato ingiustamente non interessa a nessuno, mentre se una dottoressa esterna le sue convinzioni basate su studi scientifici affermando che l’omosessualità è contro natura si scatena il putiferio. La lobby omosessuale è spietata ed economicamente influente. Di conseguenza chiunque osi tangerla, seppur minimamente, diviene vittima di un accanimento giudiziario che nemmeno in caso di infanticidio di massa premeditato si avrebbe. Quindi facciamo attenzione perché, come animali speciali in via di estinzione, la comunità LGBT è una categoria protetta dalla società che ci ha ordinato di amarla a tutti i costi perché la normalità è relativa e i nostri blocchi culturali che ci fanno mal digerire l’omosessualità devono essere superati, a costo di spazzare via secoli di intontimento culturale e oscurantismo religioso.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...