“PERCHÉ SCEGLIERE UNA DONNA DELL’EST”, DOPO LA BUFERA LA RAI SOSPENDE IL PROGRAMMA

Donne Est

Quando si tratta di censura, la presidentA Boldrini è sempre in prima linea. L’ennesima prova l’abbiamo avuta qualche giorno fa, nella trasmissione “Parliamone Sabato” condotta da Paola Perego, in onda ogni fine settimana su Rai 1. A detta della nota conduttrice, i piani alti della Rai hanno fatto forti pressioni affinché il programma venisse sospeso. La causa sembra risiedere nella “propaganda sessista” dell’ultima puntata, in cui Paola Perego elencava i motivi per cui è meglio sposare una donna dell’est anziché un’italiana. Fra le ragioni esibite, quella che più ha scatenato l’ira della presidentA è stata: “sono disposte a far comandare il loro uomo”. Seguono poi le inaccettabili “sono casalinghe perfette e fin da piccole imparano i lavori di casa”, “perdonano il tradimento” e, per concludere, “non frignano, non si appiccicano e non mettono il broncio”.

Parliamone-sabato-cancellato-dopo-la-‘bufera_-sulle-donne-dell_Est-Paola-Perego-cacciata-dalla-RaiPaola Perego si è giustificata dicendo di aver preso spunto da un articolo trovato in rete e di non aver avuto assolutamente intenzione di offendere le donne italiane. Forse è il caso di dire che, se la puntata di “Parliamone Sabato” ha suscitato così tanto clamore, un motivo di fondo ci sarà. La verità fa male, si sa, e quando viene sbattuta in faccia dall’organo mediatico che più di qualunque altro ha la funzione di ingannare le masse, il putiferio è dietro l’angolo. La vita di coppia, inquinata dall’individualismo e dall’emancipazione femminile che ha mascolinizzato la donna privandola del suo ruolo di “motore” della famiglia, non può mica fare un passo indietro e ritornare alle origini dopo la lotta sanguinea del ’68 solo perché una conduttrice fa giustamente notare che abbiamo oltrepassato il punto di non ritorno, che quei pochi uomini rimasti hanno paura di sposarsi un’italiana perché troppo “moderna”, perché magari, conscia di tutti i diritti gentilmente messi a disposizione dalla legislazione italiana, prende il timone della situazione e si impossessa di tutto ciò che può, rigorosamente a norma di legge. Una donna troppo difficile da gestire, che rifiuta di adempiere allo scomodo impegno della vita di coppia perché troppo occupata a vivere la libertà, a mettere in atto la sua personalità che, come le hanno fatto furbescamente credere, è unica e speciale. Una donna viziata, consapevole del potere femminile, che ricatta il partner assoggettandolo ai propri voleri. Come può un uomo parlare a queste “donne” di vita da casalinga, di lavori di casa, di crescita dei figli, con tutto ciò che il sistema gli ha subdolamente inculcato? Provate a parlarci e scoprirete che tutto ciò di stabile e tradizionale per loro è un insulto bello e buono. Un’incatenazione del genere femminile, liberato, anzi salvato, dalla rivoluzione sessuale di quasi cinquant’anni fa. Lo stanno capendo persino gli “uomini” (l’ho volutamente virgolettata) italiani, quei pochi che ancora hanno il triviale e primitivo desiderio della famiglia. E mirano all’est Europa, in cerca di un esemplare femminile che ricordi anche vagamente quello a cui aspirano, ovvero la loro madre. Qui non se ne trovano più. Qui le donne pensano a fare le veline, le youtuber, le fitness model. Per la famiglia non c’è tempo. Cosa ne sarà degli italiani? Nessuno è più disposto a dare nulla, e i popoli stranieri ne stanno lentamente approfittando. Di questo passo, non passeranno due o tre generazioni prima che l’Italia, così come la conosciamo, venga definitivamente cancellata.

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