FOLLIA SUL FATTO QUOTIDIANO

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I giornalisti che cavalcano l’onda anticlericale ci dicono che, in nome della libertà, è giusto non battezzare il proprio neonato. Perché bisogna inculcargliela sin dall’infanzia la possibilità di scegliere il suo destino. Peccato, però, che in nome di ciò che definiamo “progresso” stiamo distruggendo secoli, anzi millenni, di storia. Il significato del battesimo, infatti, è molto più profondo di quanto scritto dal giornalista del “Fatto Quotidiano” ed è volto a dare un significato superiore alla vita stessa di ognuno di noi. E non è un’imposizione, bensì un rito simbolo della cristianità e della cultura europea. Essere consacrati a un qualcosa che trascenda la realtà terrena, evidentemente, non è consono agli attuali canoni imposti dalla democrazia moderna, che fa del materialismo una vera e propria religione. Altrimenti chi governa correrebbe il rischio di vedere l’uomo distaccarsi dalla vita terrena per agganciarsi a una morale superiore. E il gioco terminerebbe inevitabilmente con il crollo della piramide del potere, che ha come base proprio la nostra ignoranza. Loro, però, lo hanno abilmente evitato e continueranno a farlo. Ci hanno imbrogliati, ci hanno cambiati spacciando la nostra natura per qualcosa che non è. Ora l’uomo è un semplice prodotto e per mezzo del suo sé, abilmente plasmato dal sistema, può chiedere e ottenere ciò che vuole. Quindi perché non eliminare anche il battesimo, frutto di “un’imposizione ormai superata e retrograda, che viola il diritto del singolo individuo di scegliere”? Il battesimo è ormai roba vecchia. E poteva andare bene quando l’umanità non era stata ancora liberata nel corpo e nello spirito dalla dittatura democratica globale, quella che esaudisce ogni richiesta e capriccio in nome del progresso e della libertà. Siamo dei contenitori privi di spiritualità e cultura, gettati in un mondo che permette di modellarci con una vasta gamma di servizi gentilmente offerti da qualche multinazionale. Si parte dalla religione, passando per il diritto a togliersi la vita, fino ad arrivare all’identità sessuale. Anche quella è un’opzione. Si nasce “neutro”, poi arrivati a una certa età, si sceglie chi o cosa essere. Non preoccupatevi, il catalogo dei diritti è in continuo aggiornamento, come un software scaricabile! Manca solo la liberalizzazione della sessualità infantile. O forse no, visto che molte scuole e addirittura asili incominciano a parlarne. Se leggeste i commenti sotto l’articolo del fatto quotidiano, rimarreste di stucco: una marea di zulù senza pensiero e opinione, intrisi di una rabbia abilmente fomentata dai mass media manipolatori, elogia il gesto e ne divinizza l’autrice.

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Con un paese in rovina, sociale, economica, morale e soprattutto spirituale (anche se non ve lo dicono), si pensa al “diritto di non battezzare i propri figli”. Non mi stupirei se la presidentA della camera Boldrini se ne esca con qualche strambo disegno di legge volto a laicizzare ancora di più il paese. Se ciò accadesse non dovremmo prendercela con lei, perché il parlamento non è altro che lo specchio di una coscienza popolare ormai assopita. Loro sono lì, e continuano a starci anche grazie a noi. Sono come parassiti biologici abili nel camuffamento che succhiano risorse ed energia al paziente fin quando chi di dovere, uno specialista con l’occhio un po’ più aguzzo, se ne accorge e allarma il paziente, che inizia una cura per eliminarlo. Forse tutti, in cuor nostro, attendiamo con ansia qualcuno che ci salvi da questo schifo, un nuovo “Messia” che prenda su di sé il peso di settant’anni di errori e sperpero solo ed esclusivamente per salvarci. Ma, ahimè, così non sarà.

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