LE 3 CATEGORIE DEL SESSO MASCHILE

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Esistono, secondo me, 3 categorie di appartenenti al sesso maschile. Partiamo dalla più diffusa: i maschi. I maschi passano l’intera esistenza a sbavare dietro un’appartenente al sesso opposto e quasi sempre esternano la loro attrazione verso questo in maniera plateale, perdendo la dignità e facendo gonfiare l’ego di colei che ha ricevuto il complimento. Andate a guardare il profilo di Diletta Leotta, una ragazza che definirei carina, anche se lo è diventata dopo molti ritocchi dal chirurgo. Sotto ogni foto pubblicata, esclusivamente per ostentare il suo aspetto esteriore da bambola plastificata che evidentemente è l’unica cosa che ha da mostrare, centinaia di scimmioni commentano perdendo la dignità, assoggettandosi alla più potente e subdola arma di sottomissione maschile: la bellezza. E il 95% di loro ci casca, magari realizzando l’obiettivo per cui ha caricato la foto: far parlare di sé, o magari del suo piacevole aspetto esteriore che nulla ha di particolare se non la stereotipizzazione artificiale dei tratti caratteristici femminili. Anche nella realtà è così: la ragazza carina attira centinaia di bavosi e si crede una diva, motivo per cui saliranno vertiginosamente le sue pretese e anche il numero di uomini che le va dietro, i quali verranno ridicolizzati, sfruttati e non ritenuti all’altezza del “maschio perfetto”, colui che l’ego smisurato della tipa in questione identifica come tale. Esso, però, non esiste e quella che lei compie inconsapevolmente è una ricerca senza fine, che probabilmente la condurrà a trasformarsi in una MILF, quarantenne imbottita di silicone e perennemente insoddisfatta, affamata di uomini. Il maschio rappresenta la decadenza del nostro sesso, sconfitto da una donna sempre più emancipata che usa la femminilità per scopi malevoli, per paura di essere messa da parte dalla cosiddetta “società maschilista moderna”. Seconda categoria: i ricchioni.

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Nonostante stiano praticamente monopolizzando i mass media con la loro propaganda, volta a trasformarli in vittime che lamentano una carenza di diritti rispetto agli altri cittadini, anche se non si sa bene quali, dato che un omosessuale è cittadino come me e ha le stesse mie opportunità, gli stessi miei doveri, vengono ancora considerati “categoria protetta”, come i portatori di handicap, per intenderci. E a loro va bene, non si rendono conto di essere strumentalizzati per fini lucrativi dalle lobby di potere. Vorrei tanto sapere cosa pretendono più di quello che già hanno. Ah, ho capito. So già a cosa alludete: il matrimonio. Il matrimonio non è un diritto, ma è un’istituzione finalizzata alla procreazione. Come si procrea, indovinate un po’? Con maschio e femmina. Quindi pretendere un’unione civile o un matrimonio per non si sa quale motivo, mi sembra solo un capriccio privo di senso, visto che due persone dello stesso sesso possono amarsi liberamente senza che nessuno glielo proibisca. Il discorso “figli”, poi, non ne parliamo. Ricky Martin ha annunciato di volere un bambino. La domanda sorge spontanea: come? Semplice: pagando un utero in affitto e ottenendo il bambolotto desiderato, magari scegliendo tratti somatici, colore dei capelli, colore degli occhi. Tutto programmato, come con i cani di razza. Si paga l’allevatore per avere il cane più bello. Stessa cosa con i bambini, privati della madre sin dalla nascita e svenduti a due frocetti capricciosi, invidiosi della cosiddetta “normalità” degli eterosessuali. Categoria numero tre: gli uomini.

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Ormai estinti, mostrano tratti a volte marcati di virilità e di forza fisica e morale. Per nulla schiavi del gentil sesso, lo corteggiano senza perdere la dignità, nei limiti del giusto, presupponendo che la donna corteggiata sia quella tradizionale, quella di una volta, predisposta ad accettarli per quello che sono senza pretendere chissà cosa. Gli appartenenti a questa categoria in via d’estinzione oggi vengono bollati spesso con il termine “troglodita”, stante a evidenziare l’incompatibilità tra loro e il mondo moderno, sempre più confuso. C’è anche una quarta categoria, ma per comodità preferisco incorporarla nella prima, quella dei maschi: gli effeminati. Ovvero coloro che, pur mostrando atteggiamenti femminili, pur frequentando solo donne e condividendo con loro gli stessi argomenti, non sono omosessuali. Sono sempre più in aumento con la crisi del sesso maschile e fra un po’ diverranno una categoria indipendente e consolidata.

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